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Abilitazione alla psicoterapia  La Scuola di Specializzazione in Psicologia Clinica, attivata a Torino nell'anno accademico 1999/2000 dalla Facoltà di Psicologia dell'Università degli Studi di Torino, conferisce il titolo di Specialista in Psicologia Clinica e permette l'iscrizione nell'Elenco degli Psicoterapeuti.

 

Durata 5 anni numero iscritti 20 per a.a.  La durata del Corso di studi è di cinque anni accademici. Il numero degli iscritti è di massimo 20 per ciascun anno di corso. Possono essere ammessi alla Scuola i laureati in Psicologia. L'ammissione alla Scuola viene effettuata mediante concorso per titoli ed esami.

 

Formazione post specialità Per gli specializzati che sono in grado di dimostrare di aver completato o di avere in corso una nutrita esperienza psicoanalitica e supervisioni presso professionisti competenti, il Diploma della Scuola in aggiunta ai titoli di cui sopra può dare l'accesso - previo completamento di alcuni crediti - all'iscrizione presso Società Internazionali di Psicoterapia Psicoanalitica. Gli specializzati che desiderassero perseguire questo cammino dovranno chiedere un colloquio al Direttore.

 

Obiettivo: formazione teorica e clinica  Obiettivo della Scuola è la formazione di psicologi al lavoro di psicologo clinico nei suoi vari aspetti: la diagnosi (con o senza l'ausilio di test), i primi colloqui e la presa in carico psicoterapeutica del paziente; l'assunzione di responsabilità in ruoli specialistici e apicali del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) o delle Strutture Accreditate dal Servizio Sanitario Regionale (che richiedono il titolo rilasciato dalla Scuola); la preparazione alla ricerca su tematiche inerenti l'ambito psicologico clinico (definizione delle ipotesi, scelta degli strumenti e realizzazione dei passaggi necessari al compimento del progetto di ricerca).

 

Esperienza clinica e supervisioni  L'apprendimento si basa sull'esperienza clinica discussa individualmente e in gruppo. Agli specializzandi viene garantita la supervisione continuativa della loro pratica clinica svolta presso le strutture convenzionate. Sono supervisori il Direttore e numerosi insegnanti della Scuola, i Tutor di tirocinio e i docenti esterni invitati a svolgere specifiche attività cliniche seminariali sui punti cardine della psicopatologia e della psicoterapia con presentazione di propri casi clinici e discussione del materiale portato dagli allievi (colloqui, valutazioni psicodiagnostiche, sedute di osservazione e psicoterapia con bambini, adolescenti, adulti e nuclei familiari...).

La didattica della Scuola è volta a fornire gli strumenti specialistici, teorici e pratici, caratterizzanti le competenze che costituiscono l'operatività specifica dello Psicologo Clinico attraverso i suoi vari percorsi di ricerca e apprendimento stimolati dalla pratica quotidiana. In particolare, la Scuola si propone di trasmettere un metodo idoneo ad aiutare lo specializzando a utilizzare la propria risposta emozionale nei confronti del paziente come fondamentale indice di conoscenza di una determinata situazione clinica accanto alla più classica lettura dei contenuti verbali del discorso fra paziente e terapeuta a partire da uno specifico modello teorico. 

 

Tutorship  Dall'anno accademico 2004-2005 è prevista un'attività di tutoraggio attivo e formativo all'interno della Scuola. I Tutors, Specialisti in Psicologia Clinica, offrono allo specializzando un punto di riferimento per l'integrazione tra le attività strettamente inerenti alla didattica offerta e le dimensioni applicative e relazionali necessarie per l'acquisizione delle specifiche competenze.

 

Matrice teorica psicoanalitica e cultura di scambio tra i principali orientamenti  La Scuola, seppure di matrice elettivamente psicoanalitica, promuove una cultura di scambio e dialogo fra i principali orientamenti e modelli psicoterapeutici (psicoanalisi, cognitivismo, teorie sistemico-relazionali), favorendo l'acquisizione di un linguaggio scientifico condiviso da tutti gli indirizzi teorici e promuovendo forme di cooperazione tra gli psicologi, i medici e gli altri operatori nel campo della Salute Mentale al fine di un'integrazione delle loro rispettive competenze.

Il modello che connota la matrice teorica della Scuola considera l' ambiente come fattore di salute o malattia psichica: la mente si sviluppa cioè soggettivamente nel contesto dell'incontro con le qualità affettive e cognitive dei caregivers e nella relazione interpsichica fra questi ultimi e il bambino o l'adolescente. L'organizzazione della personalità e la sua strutturazione psicologica sono quindi intese come il precipitato delle configurazioni relazionali interiorizzate nei contesti di crescita, le quali - insieme ai messaggi erogeni e algogeni trasmessi interpsichicamente attraverso le generazioni - vanno a costituire il mondo di significati soggettivi peculiari in cui l'individuo si colloca.

 

Approccio alla psicopatologia e ambiente che ammala  La psicopatologia viene così compresa come l'irrigidirsi, il disgregarsi e il frammentarsi dei processi di organizzazione e strutturazione di una mente che lungo lo sviluppo si è dovuta adattare a un contesto psichico per certi versi deprivante o variamente traumatico. Il breakdown viene letto attraverso una prospettiva relazionale che mette in primo piano, nella comprensione diagnostica, la necessità che lo psicologo clinico giunga a farsi un'idea precisa della situazione contingente in cui esso si è potuto generare e quindi elabori provvisoriamente un modello di infanzia e di adolescenza che l'individuo ha attraversato nonché una mappa delle qualità cognitive e affettive delle figure parentali che l'hanno in parte determinato.

 

Trattamento fondato sull'ambiente che cura La valutazione diagnostica e il trattamento terapeutico, pertanto, non possono prescindere dalla considerazione dell'ambiente relazionale di cura in cui sono inseriti e dall'inevitabile processo di regressione che connota ogni situazione di richiesta di aiuto.Il percorso diagnostico e terapeutico può infatti realizzarsi al meglio quando l'incontro tra psicologo clinico e paziente produce - a partire dalla disamina e dall'elaborazione dei contenuti delle comunicazioni e dell'atmosfera che caratterizza il succedersi dei colloqui e delle forme ricorrenti di interazione presenti nel qui e ora delle sedute - la lenta individuazione e costruzione di un significato condiviso che consenta col tempo al soggetto di appropriarsi della propria storia o, nel caso di traumi consistenti, di poterla completare dal punto di vista evolutivo. E' altrettanto imprescindibile alla realizzazione di questo obiettivo la creazione di un'atmosfera emotiva in grado di offrire e di promuovere la nascita di possibilità relazionali alternative. Una particolare attenzione viene dedicata dalla Scuola al trattamento della fenomenologia precedente la differenziazione fra il soggetto e gli altri, vale a dire al trattamento delle forme di psicopatologia "borderline" o "al limite": vengono offerti strumenti di individuazione di come esse si presentano nel mondo interno e nelle relazioni col mondo esterno e di come possano essere col tempo elaborate, permettendo - nei casi favorevoli - la rappresentazione in parole e la messa in circolazione nella comunicazione condivisa della sofferenza psichica che le ha originate e continua a perdurare nel presente.

Ultimo aggiornamento: 21/09/2018 23:30
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